martedì 20 maggio 2008

Sede: GUARDISTALLO

Dialogo su: COMUNITÀ, CITTADINANZA, EDUCAZIONE

Tutor: a rotazione

Iscritti/partecipanti presenti: CARLOTTA MILANI, ANNA ARZILLI , LUCIA MATTEUCCI TASSONE, MARCELLA GRAZIANI, CLAUDIO PAPI, GIUSEPPE IARDELLA, MASSIMO CECCARELLI

PROMOTORE: GIUSEPPE IARDELLA, giuseppeiardella@hotmail.com

Sintesi incontro n. 1

Data: 16 maggio 2008

Ore: 21,00 – 23,00

Tutor: Luca Mori

E A ROTAZIONE

AVVISO: il prossimo incontro è previsto – salvo problemi particolari – per GIOVEDI 29 MAGGIO, alle ore 21:30, presso una sala del Comune di Guardistallo (nella via centrale, VIA PALESTRO n. 24).

Giuseppe Iardella segnala l’esistenza del blog del Dialogo di Guardistallo: http://idialoghi-trecomuni.blogspot.com. Segnalo che presto proporrò a tutti anche un sito complessivo dei dialoghi, con FORUM, BLOG, POSSIBILITÀ DI POSTARE FOTO E SEGNALARE VIDEO, E ALTRE FUNZIONI. Ho già registrato un indirizzo, http://dialoghi.ning.com/ al quale inizierò a lavorare nei prossimi giorni.

Resoconto del tutor, Luca Mori

I partecipanti al dialogo sono genitori di figli coetanei: siamo tra la V^ elementare e le prime due classi delle medie. Tutti sono interessati al fatto che i loro bambini crescano in un posto che dia stimoli e opportunità significativi, alternativi a quelli tipicamente comunicati dalla televisione.

La discussione della serata riguarda dunque il rapporto tra genitori e bambini, e più in generale la riscoperta di una dimensione comunitaria, nel contesto degli attuali mutamenti della società. Iardella evidenzia due possibili rischi di iniziative come quella dei Dialoghi: 1) coloro che partecipano generalmente sono persone già impegnate e “attive”; 2) nonostante ciò, queste iniziative spesso non hanno continuità. La domanda, allora, è: com’è possibile uscire dal triangolo lavoro, shopping, televisione? Si può uscire?

Inoltre, i genitori presenti richiedono che il dialogo sia un percorso “che porti a qualcosa”. Cioè: l’auspicio è quello che dalle discussioni vengano idee anche per progetti da portare avanti con i bambini. Per questo la rete è importante, anche considerando che un’esigenza analoga è stata espressa con altrettanta convinzione nel dialogo di Santa Luce.

L’impressione è quella di essere impegnati in una battaglia come quella di Don Chisciotte contro i mulini a vento. Cosa c’è, però, da perdere? Forse, il concetto stesso di comunità. O il concetto di libertà[1].

Le tecnologie della comunicazione mutano continuamente, e questo muta le abitudini dei ragazzi. I genitori lo notano e si sentono disorientati: che fare se il telefonino sostituisce la comunicazione “faccia a faccia”, o se gli sms sostituiscono la comunicazione a voce? Come fare perché i ragazzi usino internet approfittando delle opportunità che offre, ma senza perdere autonomia e capacità di pensare (ad esempio, scaricando ricerche già fatte, o cose del genere)?

Notiamo che l’evoluzione delle tecnologie è una caratteristica evolutiva che contraddistingue la storia di Homo sapiens. C’è stato chi metteva in guardia dalla tecnologia della scrittura: per esempio, Platone. Prendendone atto, si continua a sentire il bisogno di fare in modo che i ragazzi non perdano il senso di esperienze e di relazioni che potrebbero essere “sostituite” da nuove esperienze e relazioni, mediate in modo tecnologico. È un’ansia della sostituzione, questa: ma è anche la volontà che l’esperienza dei ragazzi effettivamente si arricchisca, e non si impoverisca di alcune dimensioni relazionali importanti.

Gli stessi genitori, criticamente, si rendono conto di non riuscire spesso a dare l’esempio di ciò che vorrebbero vedere nei loro ragazzi. Anche per loro, gli spazi e i tempi delle ‘comunità’ sono ridotti.

Si discute allora delle cornici che sarebbero necessarie: quali cornici per rendere continue e non saltuarie esperienze come quelle di un Dialogo? Cioè di cittadini che si riuniscono per immaginare nuove possibilità della loro città e del loro essere cittadini?

Tra le prime ipotesi di lavoro:

- proporre iniziative alla scuole, in cui la curiosità dei ragazzi tra la V^ elementare e la prima media venga intercettata positivamente, introducendo in modo originale ai temi della cittadinanza e all’uso delle nuove tecnologie

- chiederci che cosa anche gli adulti desiderano per sé, prima che per i propri ragazzi. Si è ancora capaci di ‘desiderare qualcosa insieme’?

- riflettere ancora su: cosa significa ‘desiderare di vivere bene’? e cosa significa ‘accontentarsi di vivere, di quello che c’è?’



[1] Su questo segnalo il recente libro G. Lakoff, 2008, La libertà di chi?, Traduzione di Valeria Roncarolo, Codice edizioni, Torino; pp.242; € 22,00, secondo il quale stiamo rischiando di perdere il concetto di libertà: “Perdere la libertà è una cosa terribile, ma perdere il concetto di libertà è ancora peggio”, p. IX.

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